Contratto di rete: sintesi ADAPT

L’ADAPT pubblica sul propri sito una breve sintesi delle principali caratteristiche del contratto di rete, stipulato tra due o più imprenditori, i quali con ciò perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato, obbligandosi a collaborare, scambiarsi informazioni o prestazioni, ovvero esercitare in comune attività d’impresa.
Tra gli aspetti più interessanti che interessano le imprese coinvolte nel contratto di rete vi è la possibilità di distaccare i propri dipendenti alle altre imprese coinvolte, in quanto l’interesse del distaccante si presume (o comunque sussiste automaticamente) non essendo necessario che le parti interessate forniscano la prova della sua sussistenza. E’ inoltre ammessa la codatorialità, ossia la titolarità di un singolo rapporto di lavoro tra due (o più) imprenditori.

Contestazione disciplinare tardiva. Licenziamento. Nullità. Reintegrazione

Riportiamo il commento alla sentenza della Corte di Cassazione  31 gennaio 2017, n. 2513, riportato nell’approfondimento giurisprudenziale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.
Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione afferma che se la contestazione disciplinare è tardiva il fatto contestato deve considerarsi come fatto insussistente, con conseguente applicazione della tutela reintegratoria ex art. 18 St.lav. (comma 4). Ciò a condizione, ovviamente, che l’azienda sia in regime di “tutela reale” e non si applichino le tutele crescenti.
Nel caso di specie, la tardività era particolarmente grave, poiché l’azienda – a fronte di una lavoratrice che, dopo un trasferimento, si era rifiutata di prendere servizio nella nuova sede – aveva atteso ben 15 mesi oltre il termine previsto dal contratto collettivo per recapitare la contestazione disciplinare. Continua la lettura di Contestazione disciplinare tardiva. Licenziamento. Nullità. Reintegrazione

Responsabilità solidale negli appalti

Il DL 25/2017 ha cancellato il beneficio di escussione a favore del committente nel caso di responsabilità solidale tra questi e il proprio appaltatore nel caso in cui quest’ultimo non abbia corrisposto le retribuzioni o i compensi ai lavoratori dipendenti o autonomi occupati nell’appalto, oppure non abbia versato le relative contribuzioni previdenziali e assicurative.
Dopo la modifica, il creditore (lavoratore dipendente o autonomo o ente previdenziali o assicurativo) può escutere, indifferentemente, l’appaltatore o il committente; ovviamente, nel caso in cui venga escusso il committente, questi avrà azione di regresso nei confronti dell’appaltatore. Senza dubbio, la modifica appare più garantista per il creditore e molto meno per il committente, che potrebbe anche non essere al corrente dei mancati pagamenti del proprio appaltatore (si pensi alle retribuzioni o ai compensi dei lavoratori ma anche ai contributi non versati dopo l’emissione di un DURC regolare) e ciò nonostante dovrebbe pagare, salvo poi rivalersi sull’appaltatore. Continua la lettura di Responsabilità solidale negli appalti

Conciliazione vita-lavoro: sgravio contributivo

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a seguito della pubblicazione della circolare Inps n.163/2017 sullo sgravio contributivo per i contratti collettivi aziendali contenenti misure di conciliazione vita-lavoro, ha pubblicato la circolare n.11/2017 per fornire maggiori chiarimenti sul tema. Nel documento viene analizzato il decreto interministeriale del dicastero Lavoro e del Ministero dell’Economia e Finanze, che attua quanto previsto dall’art. 25 del D.lgs. 80/2015, per poi soffermarsi sulle condizioni di fruizione dello sgravio: dalle caratteristiche del contratto aziendale alle tempistiche e modalità di deposito dello stesso, dalla richiesta di ammissione all’agevolazione all’istruttoria Inps fino al calcolo del beneficio spettante al datore di lavoro.

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