Responsabilità solidale negli appalti

Il DL 25/2017 ha cancellato il beneficio di escussione a favore del committente nel caso di responsabilità solidale tra questi e il proprio appaltatore nel caso in cui quest’ultimo non abbia corrisposto le retribuzioni o i compensi ai lavoratori dipendenti o autonomi occupati nell’appalto, oppure non abbia versato le relative contribuzioni previdenziali e assicurative.
Dopo la modifica, il creditore (lavoratore dipendente o autonomo o ente previdenziali o assicurativo) può escutere, indifferentemente, l’appaltatore o il committente; ovviamente, nel caso in cui venga escusso il committente, questi avrà azione di regresso nei confronti dell’appaltatore. Senza dubbio, la modifica appare più garantista per il creditore e molto meno per il committente, che potrebbe anche non essere al corrente dei mancati pagamenti del proprio appaltatore (si pensi alle retribuzioni o ai compensi dei lavoratori ma anche ai contributi non versati dopo l’emissione di un DURC regolare) e ciò nonostante dovrebbe pagare, salvo poi rivalersi sull’appaltatore.
Il committente dovrà, quindi, fin dalla fase di redazione del contratto di appalto, tutelarsi prevedendo meccanismi contrattuali di verifica del corretto adempimento degli obblighi retributivi, contributivi e assicurativi del proprio appaltatore (individuando le misure più efficaci per potersi accertare con certezza dell’effettivo adempimento) e forme di tutela e di garanzia in caso di insolvenza.
Al contempo, anche l’appaltatore finirà per essere sottoposto a maggiori oneri probatori e documentali nei confronti del proprio committente onde conseguire il pagamento di quanto dovuto; in considerazione del fatto che dovrà essere accertato anche il regolare pagamento delle retribuzioni, potranno essere previsti meccanismi di verifica dei LUL e della rispondenza dei pagamenti alle loro risultanze, con possibili violazioni della privacy dei lavoratori, ogniqualvolta il LUL dovrà essere mostrato (o prodotto) a un soggetto terzo che non ha rilasciato alcuna informativa né ottenuto il consenso al trattamento dei dati dei dipendenti o dei lavoratori autonomi

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