{"id":581,"date":"2019-03-06T17:24:35","date_gmt":"2019-03-06T16:24:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.picgor.it\/picgor\/?p=581"},"modified":"2019-03-07T08:15:40","modified_gmt":"2019-03-07T07:15:40","slug":"licenziamenti-collettivi-possibili-solo-con-motivi-veritieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.picgor.it\/picgor\/?p=581","title":{"rendered":"Licenziamenti collettivi possibili solo con motivi veritieri"},"content":{"rendered":"\n<p> I licenziamenti collettivi per riduzione del personale sono disciplinati dalla <strong>L. 23.7.1991, n. 223.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tale fattispecie pu\u00f2 trovare applicazione purch\u00e9 ricorrano i seguenti presupposti (art 24, co. 2, L.  223\/1991):<\/p>\n\n\n\n<ul><li>\n\t<strong>deve\n\ttrattarsi di un\u2019impresa che occupa<\/strong>\n\t<strong>pi\u00f9 di 15\n\tdipendenti;<\/strong>\n\t<\/li><li>\n\t<strong>si\n\t<\/strong><strong>intendano<\/strong><strong>\n\teffettuare <\/strong><strong>almeno\n\t5 licenziamenti, nell&#8217;arco di 120 giorni;<\/strong>\n\t<\/li><li>\n\t<strong>ci\u00f2\n\tavvenga nell\u2019ambito della <\/strong><strong>medesima\n\tunit\u00e0 produttiva<\/strong><strong>\n\to in  <\/strong><strong>pi\u00f9\n\tunit\u00e0 produttive nell&#8217;ambito del territorio della stessa provincia;<\/strong>\n\t<\/li><li>\n\t<strong>detti\n\tlicenziamenti siano<\/strong><strong>\n\t<\/strong>conseguenza\n\tdella medesima <strong>riduzione<\/strong>\n\to <strong>trasformazione<\/strong>\n\tdi <strong>attivit\u00e0<\/strong>\n\to di lavoro, ovvero della sua completa <strong>cessazione\n\tdell\u2019attivit\u00e0 <\/strong>\n\t\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>La procedura.<\/strong> Nello specifico quando il datore di lavoro intende procedere a licenziamenti collettivi deve <em>preliminarmente<\/em> darne <strong>comunicazione alle rappresentanze sindacali aziendali<\/strong> (RSA o RSU), nonch\u00e9 alle rispettive <strong>associazioni di categoria aderenti<\/strong> alle <em>confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale<\/em> (art 4, co. 2. L.  <strong>223\/1991).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\nLa comunicazione \u2013 in forma\nscritta a pena di inefficacia &#8211; deve indicare:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>i\n\t<strong>motivi<\/strong>\n\tche determinano la <strong>situazione\n\tdi eccedenza<\/strong> del\n\tpersonale;\n\t<\/li><li>i\n\t<strong>motivi tecnici, organizzativi o produttivi<\/strong>, per i quali si\n\tritiene di non poter evitare i licenziamenti;\n\t<\/li><li>il\n\t<strong>numero<\/strong>,\n\tla collocazione aziendale e i <strong>profili\n\tprofessionali<\/strong>\n\tdel personale eccedente nonch\u00e9 del personale abitualmente\n\timpiegato;\n\t<\/li><li>i\n\t<strong>tempi<\/strong>\n\tdi attuazione del programma di riduzione del personale;\n\t<\/li><li>le\n\teventuali <strong>misure<\/strong>\n\tper fronteggiare le conseguenze sul piano sociale;\n\t<\/li><li>il\n\tmetodo di <strong>calcolo<\/strong>\n\tdi tutte le attribuzioni patrimoniali diverse da quelle gi\u00e0\n\tpreviste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione\n\tcollettiva.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La comunicazione di apertura della procedura di licenziamento collettivo ha il fine di <strong>consentire alle organizzazioni sindacali <\/strong>di esercitare un <strong>effettivo controllo<\/strong> sulla programmata riduzione di personale e di<strong> ricercare eventuali misure meno drastiche rispetto ai provvedimenti espulsivi.  <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalle\nfinalit\u00e0 si evince che il <strong>datore di lavoro<\/strong> che procede a un\nlicenziamento collettivo in base alla legge 223\/1991, ai fini di\nevitare di  incorrere in palesi irregolarit\u00e0 che travolgano il\nprocedimento e, con ci\u00f2, la legittimit\u00e0 dell\u2019intera operazione,\n<strong>deve motivare in maniera veritiera le esigenze che rendono\nnecessaria la riduzione di personale e rappresentare un quadro il pi\u00f9\npossibile fedele della situazione economica aziendale.<\/strong> \n<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio\nin considerazione della rilevanza che le motivazioni poste alla base\ndei licenziamenti collettivi hanno ai fini del corretto intervento\ndelle RSA (o RSU) e delle associazioni di categoria, una recente\nsentenza (si veda <strong>Corte\ndi Appello di Trento, Sentenza n. 60\/2018<\/strong>),\nha dato un\u2019interpretazione tendenzialmente attenuata del principio\ndi insindacabilit\u00e0 delle motivazioni in sede giurisdizionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impugnazione. <\/strong> Il lavoratore al quale \u00e8 stato comunicato il recesso, a seguito della procedura di licenziamento collettivo, pu\u00f2 <strong>contestarne la legittimit\u00e0<\/strong> per vizio di forma scritta, violazione della procedura o violazione dei criteri di scelta.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il criterio generale.<\/strong>Generalmente, il giudice, chiamato a decidere sulla legittimit\u00e0 dell\u2019operazione, deve limitarsi esclusivamente ad una valutazione circa la correttezza della procedura, senza la possibilit\u00e0 di spingersi ad un sindacato di merito circa la bont\u00e0 dei motivi addotti a giustificazione dei licenziamenti. Ci\u00f2 anche in considerazione della scelta compiuta dal legislatore di attribuire alle organizzazioni sindacali il ruolo di operare una simile valutazione (articolo 4, comma 3, legge 223\/1991).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Eccezioni in caso di quadro non veritiero presentato dal datore di lavoro.<\/strong>La sentenza\ndell\u201911 ottobre 2018 pronunciata dalla Corte d\u2019Appello di Trento\nha fornito spunti interessanti in materia, preferendo\nun\u2019interpretazione pi\u00f9 attenuata del principio di insindacabilit\u00e0\nin sede giurisdizionale. \n<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di\n<strong>palese difformit\u00e0 e non veridicit\u00e0 dei dati offerti dal datore\ndi lavoro<\/strong> in comunicazione e <strong>asseritamente legittimanti i\nlicenziamenti<\/strong> si assiste ad una <strong>riespansione del controllo\ngiudiziale che quindi investe tanto la legittimit\u00e0 quanto il merito.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La ratio di una simile scelta si ritrova nella gravit\u00e0 di tale irregolarit\u00e0 che intacca la stessa funzione sindacale attribuita dalla legge 223\/1991. Nel caso specifico, \u00e8 stato ritenuto che il giudice pu\u00f2 sindacare il merito dei motivi se sia accertata una \u201c<em>totale (e voluta) elusione dei poteri di controllo delle organizzazioni sindacali<\/em>\u201d posto che, venendo meno la veridicit\u00e0 delle informazioni sullo \u201cstato di salute\u201d dell\u2019impresa, verrebbe contestualmente meno anche uno dei presupposti fattuali della procedura di riduzione, ossia \u201c<em>la conoscenza da parte delle organizzazioni sindacali delle circostanze rilevanti per la valutazione, la trattativa, le proposte alternative ai licenziamenti<\/em>\u201d (Corte d\u2019appello di Trento, sentenza dell\u201911 ottobre 2018). <\/p>\n\n\n\n<p>In\nun\u2019ottica di massima tutela del lavoratore, il Giudice trentino ha\nprevisto, quale regime sanzionatorio di tale irregolarit\u00e0, la\n<strong>reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro<\/strong>. \n<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I licenziamenti collettivi per riduzione del personale sono disciplinati dalla L. 23.7.1991, n. 223. 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