{"id":431,"date":"2017-12-27T19:27:49","date_gmt":"2017-12-27T18:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.picgor.it\/picgor\/?p=431"},"modified":"2017-12-28T18:23:49","modified_gmt":"2017-12-28T17:23:49","slug":"uber-e-altre-piattaforme-di-servizi-subordinazione-o-autonomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.picgor.it\/picgor\/?p=431","title":{"rendered":"Uber e altre piattaforme di servizi: subordinazione o autonomia."},"content":{"rendered":"<p>La sentenza cosiddetta Uber della Corte di giustizia (sentenza C-434\/15) fornisce lo spunto per una riflessione sulla qualificazione giuridica dei rapporti di lavoro che le piattaforme di servizi, quali possono essere Uber e altri intermediari di servizi, di norma forniti attraverso piattaforme web o app, intrattengono con i soggetti (terzi) che erogano direttamente i servizi.<br \/>\nInfatti questo tipo di piattaforme si avvale &#8211; di norma &#8211; non di lavoratori subordinati (se non per una frazione del personale occupato nei servizi amministrativi e di back office), ma di personale inquadrato con le pi\u00f9 svariate tipologie contrattuali ritentranti a vario titolo nel lavoro autonomo o imprenditoriale (e ci\u00f2 per evidenti ragioni di risparmio sui costi e di elusione delle stringenti normative in materia di lavoro subordinato).<!--more--><br \/>\nLa scelta di tipologie di lavoro non subordinato viene motivata con il fatto che l&#8217;attivit\u00e0 svolta dalle piattaforme sarebbe una mera intemediazione tra un soggetto (terzo rispetto alla piattaforma) che offre un servizio e un consumatore finale che intende acquistarlo. Le piattaforme sarebbero meri intermediari\/facilitatori e non organizzatori\/gestori del servizio e ci\u00f2 consentirebbe di utilizzare forme contrattuali autonome, mancando l&#8217;eterodirezione (ossia la soggezione al potere organizzativo, direttivo e disciplinare che viene esercitato dal datore di lavoro nello schema tipico del lavoro subordinato).<br \/>\nLa Corte di giustizia, invece, ha ritenuto che il servizio di Uber \u00ab<em>non \u00e8 soltanto un servizio d&#8217;intermediazione che consiste nel mettere in contatto, mediante un&#8217;applicazione per smartphone, un conducente non professionista che utilizza il proprio veicolo e una persona che intende effettuare uno spostamento in area urbana<\/em>\u00bb, ma viceversa \u00e8 rappresentato da una vera e propria organizzazione di lavoro e di lavoratori \u00ab<em>parte integrante di un servizio complessivo in cui l&#8217;elemento principale \u00e8 un servizio di trasporto<\/em>\u00bb.<br \/>\nNe consegue che quando la piattaforma non si limita alla mera messa in contatto di un fornitore e un cliente ma opera materialmente come organizzatore e gestore del servizio, ne incassa il compenso che, in parte, riversa al soggetto che materialmente effettua il servizio, finisce per esercitare un effettivo potere organizzativo e direttivo che travalica l&#8217;autonomia del rapporto tra piattaforma e soggetto erogatore (che \u00e8 soggetto all&#8217;esercizio di reali e concreti poteri organizzativi e direttivi, cui deve soggiacere per poter lavorare con la piattaforma) e che consente di inquadrare il rapporto tra piattaforma e soggetto erogatore nell&#8217;alveo della subordinazione.<br \/>\nQuando, poi, il controllo della piattaforma si estende, ad esempio, alla qualit\u00e0 del servizio o dei mezzi utilizzati e al comportamento del soggetto erogatore, tanto che in caso di servizio inefficiente, inadeguato o insufficente porta alla esclusione del soggetto erogatore, si realizza un aspetto (tipico) dell&#8217;esercizio del potere direttivo, che costituisce una (ulteriore) conferma dell&#8217;esistenza di un vincolo di subordinazione tra piattaforma e soggetto erogatore.<br \/>\nIl principio enunciato dalla Corte europea pu\u00f2 essere esteso a molti altri rapporti contrattuali in cui l&#8217;autonomia del rapporto \u00e8 solo apparente e potr\u00e0 indurre la Corte di Cassazione a recepire tale orientamento pi\u00f9 restrittivo nella qualificazione dei rapporti di lavoro asseritamente autonomi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sentenza cosiddetta Uber della Corte di giustizia (sentenza C-434\/15) fornisce lo spunto per una riflessione sulla qualificazione giuridica dei rapporti di lavoro che le piattaforme di servizi, quali possono essere Uber e altri intermediari di servizi, di norma forniti attraverso piattaforme web o app, intrattengono con i soggetti (terzi) che erogano direttamente i servizi. 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